Negli ultimi dieci mesi circa, il flagello della mia esistenza è stato il fatto di non riuscire ad avviare l'aggiornamento di Wine su Ubuntu. Nella finestra di notifica degli aggiornamenti compare la voce “Wine Compatibility Layer”, viene indicato che ha una dimensione di 1 kB (è un metapacchetto, quindi è normale che abbia una dimensione così ridotta).
Tuttavia non mi risultava possibile spuntare l'opzione, in alcun modo, cosa che mi ha rovinato l'esistenza.
Però, tutti i pigri sanno che una cosa è essere infastiditi da qualcosa, un altra è mettersi d'impegno per risolvere il problema. Finalmente sono riuscito a raggranellare la forza di volontà richiesta per risolvere il problema (che poi problema non è).
Per prima cosa, è necessario avviare il Gestore Pacchetti Synaptic. Chi non lo avesse (praticamente tutti quelli che hanno appena installato il Sistema Operativo) può installarlo aprendo il Terminale e digitando:
sudo apt-get install synaptic -y
L'installazione occuperà circa 8 MB di spazio sul disco. Non sono moltissimi e conviene sempre avere Synaptic a disposizione, dal momento che consente di fare operazioni più complesse sui pacchetti rispetto a quanto offre il Software Center.
L'interfaccia di Synaptic si presenta così:
Sembra un tantino minacciosa, ma fidatevi quando vi dico che è solo apparenza: in realtà Synaptic ha tanto amore da dare. E non fa la cacca per casa. Quasi meglio che avere un cane, direi.
Tranne per il fatto che Synaptic non respira e non scodinzola quando tornate a casa. Ma vabbè.
Cercando wine nel Quick Filter comparirà un punto esclamativo grigio accanto al nome del pacchetto. Questo è dovuto al fatto che seguendo la guida presente sul sito di Wine (in inglese) si installa la versione 1.4, mentre la versione più recente è la 1.7.12 (vedere immagine sotto).
Cliccate sul nome del pacchetto wine e selezionate Aggiorna. Il gestore pacchetti mostrerà una finestra di dialogo in cui verranno elencati i pacchetti da rimuovere (tutti quelli della versione 1.4) e quelli da installare. Cliccate su Seleziona per chuidere la finestra.
Nella schermata principale di Synaptic, cliccate su Applica in alto al centro e poi su Applica nella finestra di dialogo che comparirà.
Il programma scaricherà i file necessari (il download è di circa 50 MB) e procederà poi all'aggiornamento vero e proprio. Al termine, la finestra di dialogo reciterà Modifiche applicate. Cliccate su Chiudi. Adesso è possibile chiudere Synaptic.
Al successivo avvio di Wine, il programma dovrà aggiornare le informazioni (comparirà una finestrella che chiederà di attendere). Al termine, nella scheda Applicazioni sarà disponibile l'opzione Windows 8 nel menu a tendina Versione di Windows.
Alla prossima.
mercoledì 19 febbraio 2014
venerdì 14 febbraio 2014
[AGGIORNATO] Cercasi Tester Linguistico per Actual Sunlight
Aggiornamento del 07/04/2014
Actual Sunlight è stato rilasciato su Steam. Ulteriori informazioni sono disponibili qui.
L'annuncio è dunque da considerare chiuso.
Actual Sunlight è un piccolo gioco di avventura per PC disponibile per il Download Digitale su Desura. Sviluppato dal canadese Will O'Neill, originariamente era disponibile soltanto in lingua inglese. È in corso di realizzazione una versione multilingua che include, oltre all'inglese, anche il francese, l'italiano e lo spagnolo.
Actual Sunlight è stato rilasciato su Steam. Ulteriori informazioni sono disponibili qui.
L'annuncio è dunque da considerare chiuso.
Actual Sunlight è un piccolo gioco di avventura per PC disponibile per il Download Digitale su Desura. Sviluppato dal canadese Will O'Neill, originariamente era disponibile soltanto in lingua inglese. È in corso di realizzazione una versione multilingua che include, oltre all'inglese, anche il francese, l'italiano e lo spagnolo.
Ulteriori
informazioni sul gioco sono disponibili sul sito
ufficiale.
Purtroppo,
a causa di altri impegni, non ho il tempo di dedicarmi anche al
proofreading/testing linguistico, quindi ho bisogno che qualcuno se
ne occupi al posto mio. Ovviamente, il nome di chi si è impegnato a
testare la localizzazione italiana verrà inserito nei crediti.
Responsabilità
chiave
Il
tester linguistico dovrà occuparsi di:
- controllare eventuali errori di battitura nel testo;
- controllare che il testo a schermo non superi i limiti delle videate;
- assicurarsi che il testo sia stilisticamente e grammaticalmente corretto;
- fornire uno screenshot di ogni messaggio che contenga un errore in cui sia sottolineata (preferibilmente in rosso) la frase da correggere e il personaggio (o l'oggetto) che avvia il dialogo/la narrazione cerchiato.
Selezione
dei candidati
Chi
fosse interessato, può mettersi in contatto con me cliccando qui,
oppure mandando una mail a
lehti
[at] live [dot] it
specificando
come oggetto “Tester Actual Sunlight”.
Sarà
necessario sostenere un piccolo test preliminare che consisterà
nella traduzione scelta di alcuni brevi brani.
Ricompensa
Anche
se non posso fornire una ricompensa in denaro, il tester verrà
menzionato nei crediti del gioco, ottimo modo per iniziare a lavorare
come localizzatore.
Inoltre,
la copia del gioco che gli/le verrà inviata rimarrà sua; infine,
gli verrà inviata anche una copia della versione 3D del gioco, una
volta che sarà pronta.
mercoledì 29 gennaio 2014
Secondo amore
Giorno
dopo giorno
non
è cambiato nulla, sei distante.
Ma
voglio che tu sappia che non riesco più a dormire
di
notte.
Notte
dopo notte
le
stelle splendono, così luminose,
nonostante
il nostro dolore sia più grande dell'Universo, stanotte.
Voglio
che tu sappia che non riesco più a dormire
di
notte,
di
notte.
Giorno
dopo giorno voglio che tu dica
che
sei mia.
Sei
mia.
Anno
dopo anno,
lacrima
dopo lacrima
sento
che il cuore mi si spezzerà in due.
Sei
giunta come un vento da cui non potevo ripararmi,
mi
hai tagliato il cuore così in profondità
che
le cicatrici non saneranno.
Non
crederò mai più nell'amore
dopo
questo,
dopo
questo.
Non
si può mai cambiare o sostituire
ciò
che abbiamo perduto,
ciò
che abbiamo perduto.
Tempo
dopo tempo,
spreco
il mio tempo
a
vivere in un passato in cui ero forte.
Ma
adesso sono scomparso,
non
ho ombra quando sono solo.
Rimarrò
per sempre nei miei sogni, in cui mi sei vicina.
Voglio
che tu sappia che non dormo più
di
notte,
di
notte.
Giorno
dopo giorno voglio che tu mi dica
che
sei mia.
Sei
mia.
martedì 28 gennaio 2014
[RECENSIONE] Animalismo Diversamente
A volte, navigando su Internet ci si imbatte nei cosiddetti “giveaway”, un metodo pubblicitario che consiste nel dare gratuitamente, per un tempo limitato o in numero limitato, alcuni beni digitali al fine di promuovere la propria opera. Sul gruppo di Facebook A Favore della Sperimentazione Animale era disponibile gratuitamente per 24 ore Animalismo Diversamente, l'ultimo libro di Renato Massa, che fino al 2009 era Ordinario di Biologia Animale e Conservazione della Fauna presso l'Università di Milano.
lunedì 27 gennaio 2014
Neologismi
Si
sente parlare spesso di “neologismi”, un po' come se il
cambiamento linguistico fosse una prerogativa dei giorni nostri e
prima di adesso le lingue non si fossero mai evolute. Questo
atteggiamento da parte sia dei media che dei parlanti può essere
spiegato attraverso una serie di fatti oggettivi, quali:
- l'estremo conservativismo dell'italiano scritto, che almeno fino all'Ottocento è stata una lingua particolarmente statica;
- il conservatorismo linguistico (e per certi aspetti anche grafico) della stampa, in particolar modo quella quotidiana locale, che porta spesso all'utilizzo di termini desueti (un esempio qui) e all'abuso del virgolettato anche in contesti che non lo richiederebbero, fino al punto «in» «cui» «ogni» «singola» «parola» «è» «tra» «virgolette»;
- la scarsa consapevolezza, per non dire competenza, linguistica e metalinguistica dei parlanti, che portano a delle perle del tipo “l'italiano è la lingua degli angeli” e “le lingue straniere sono bbbbrutteh” (semicit.), oltre che al sempreverde servizio di Carlotta Mannu per il TG1, doverosamente perculato da Giornalettismo.
Ci
siamo però mai chiesti cosa sia, obiettivamente, un neologismo?
Stando all'Oxford
Concise Dictionary, esso è “una parola o un'espressione
coniata di recente”, mentre il Vocabolario
Treccani dà una definizione più articolata:
Neologismo
s.
m. [dal fr. néologisme,
comp. di néo-
«neo-» e gr. λόγος«parola», col suff. –isme
«-ismo»].
– In genere, parola o locuzione nuova, non appartenente cioè al
corpo lessicale di una lingua, tratta per derivazione o
composizione da parole già in uso (per es.,
modellismo,
servosterzo),
o introdotta con adattamenti da altra lingua (per es.,
informatica,
dal fr. Informatique
e
ingl. informatics,
o guerra
lampo,
dal ted. Blitzkrieg;
ma in questi casi si parla più spesso di «prestito» o «calco»),
oppure formata con elementi greci o latini (e sono di questo tipo
la maggior parte dei neologismi tecnici, scientifici e d’altri
linguaggi settoriali, che vengono quotidianamente coniati nelle
varie lingue di cultura); la creazione di neologismi risponde alla
necessità di esprimere concetti nuovi, di denominare o
qualificare nuove cose e istituzioni, ma può essere anche opera
di singoli individui. Costituisce neologismo anche l’aggiunta di
un significato nuovo a parola già esistente; si parla allora di
n.
semantico,
per distinzione dagli altri, che sono detti n.
lessicali
(e
talora, quando l’innovazione consiste in sintagmi più o meno
complessi anziché in parole singole, n.
sintattici).
|
|
Come
si nota, nessuna di queste fonti, pur autorevoli, dà riferimenti
cronologici espliciti in base ai quali classificare una parola come
neologismo o meno. Capita dunque che qualcuno consideri neologismi
termini ormai cementificati nel lessico dell'italiano come “chat”
o “email”, anche se entrambi sono ormai di uso comunissimo ed
“email” è attestato per la prima volta (in inglese) nel 1982
(qui
l'etimologia), mentre il sintagma “electronic mail” esiste dal
'77.
D'altronde,
come sottolinea anche il dizionario Oxford, il termine in inglese
esiste sin dal xix
secolo,
come prestito dal francese neologisme e nel Dizionario Etimologico di
Ottorini (pubblicato nel 1907), compaiono sia neologismo
che neologia.
Quindi, un po' paradossalmente, neologismo non è un neologismo. E
non lo sono nemmeno tanti di quei termini che vengono comunemente
definiti tali.
A
onor del vero, nel suo manuale di Morfologia,
Anna Maria Thornton sostiene che “[…]
nuovi lessemi di una lingua vengono creati continuamente, ogni
giorno” e presenta, a sostegno di questa affermazione, uno
studio
condotto da Harald Baayen e Antoinette Renouf che illustra la
produttività di alcuni affissi
(prefissi e suffissi) in un corpus costituito da articoli del Times
pubblicati tra il 1989 e il 1992. Il saggio di Baayen e Renouf
sottolinea come “la funzione della formazione di lessemi è quella
di esprimere (particolari sfumature di) significato, piuttosto che,
semplicemente, produrre forme dotate di una particolare struttura”.
Questa affermazione merita una
riflessione aggiuntiva: se la creazione di nuovi lessemi (parole)
serve a esprimere significati, allora non è possibile (o quantomeno
è molto difficile) dire quante parole sono presenti in una lingua.
Certamente, esistono alcune radici e alcune desinenze che non danno
origine a nuove parole, oppure lo fanno molto raramente, cioè che
non sono più produttive. Pensiamo ad esempio al plurale in -ini: se
chiediamo a qualunque persona di elencare tutte le parole che
conoscono che hanno il plurale in -ini, la maggior parte risponderà
che ne esiste solo una (uomini), alcuni che ne esistono due (uomini e
viragini). Questo significa che la formazione del plurale in -ini non
è più produttiva; le parole che formano il plurale con questo
suffisso non sono destinate ad aumentare, semmai a diminuire, tant'è
vero che “virago” viene usato (quelle poche volte che lo si
utilizza) come invariabile in numero. Esistono poi anche intere
classi di parole che non aumentano in numero: le preposizioni, le
congiunzioni, alcuni tipi di avverbi. Queste parole vengono definite
“parole vuote”, prive cioè di significato semantico (hanno però
significato sintattico e logico) o function words. Infine, ci
sono alcune classi di parole il numero dei cui componenti aumenta
costantemente. È questo il caso delle cosiddette “parole piene”
o content words, quelle che possiedono un significato
semantico, come i sostantivi, gli aggettivi, i verbi. A queste
categorie si aggiungono alcuni avverbi qualificativi (o di modo) che
vengono formati per derivazione del tipo radice + mente. Questa
regola di formazione delle parole era nuova agli albori della lingua
italiana, dal momento che deriva dalla diffusione, nella tarda
latinità, di locuzioni del tipo laeta mens “con animo
sereno”, ma adesso è usata stabilmente per generare nuovi avverbi.
venerdì 10 gennaio 2014
[GUIDA] Organizzare la posta con Thunderbird
Diciamocelo chiaramente:
le email di notifica possono essere un'enorme scocciatura, specie se
in mezzo al miliardo di posta-spazzatura le email veramente
importanti finiscono per passare inosservate. Certo, i filtri
automatici di molti provider di posta elettronica filtrano tutti o
quasi i messaggi che possono risultare dannosi per il sistema, ma le
notifiche di per sé non sono dannose: sono semplicemente irritanti.
Per fortuna, Thunderbird
consente di effettuare automaticamente determinate operazioni sulla
posta in entrata, come ad esempio spostare nel cestino (o in
un'apposita cartella) le email di un determinato mittente.
Per far sì che il client
di posta elettronica filtri automaticamente le email che non vogliamo
avere sempre tra i piedi è necessario seguire i seguenti passi:
- Create una nuova cartella (può essere sia dell'account che locale);
- Aprite il menu delle opzioni di Thunderbird (in alto a destra) e cliccate su “Filtri;In alternativa è possibile premere Alt per far comparire la barra degli strumenti e selezionare “Filtri” nel menu “Strumenti”;
- Nella finestra che comparirà, cliccare su “Nuovo”;
- (Opzionale) Assegnate un nome al filtro;
- Spuntate la casella “Soddisfano anche solo una condizione”;
- Sostituite “Oggetto” con “Mittente” e inserite un dominio di posta elettronica che intendete spostare automaticamente, nel mio caso “@facebook.com”;
- (Opzionale) Aggiungete un altro mittente, cliccando sul pulsante col simbolo “+” e ripetete i punti 5 e 6;
- Selezionate la cartella in cui intendete spostare i messaggi di quel mittente;
- Cliccate su “Ok”.
Certo, un'operazione del
genere richiede un po' di tempo, ma pian piano la casella di posta
elettronica sarà meno piena di robaccia inutile.
giovedì 9 gennaio 2014
TSVOMPT
No, non ho dato una capocciata alla
tastiera e non sto nemmeno citando una canzone degli Elii.
Se avete prestato attenzione alle lezioni di inglese durante le
superiori avrete forse sentito il professore usare questa “parola”.
Si tratta di una sigla (anche se è più corretto chiamarla
“inizialismo”) che viene usata come mnemonico nell'insegnamento
dell'inglese per memorizzare la struttura della frase.
Time – Subject – Verb
– Object – Mode – Place – Time
ovvero
Tempo – Soggetto –
Verbo – Oggetto – Modo – Luogo – Tempo
TSVOMPT è in realtà una
“estensione” della sigla SVO, Soggetto-Verbo-Oggetto, adattata
alla lingua inglese. In tipologia linguistica SVO sta ad indicare una
lingua in cui la costruzione della frase semplice segue nella
maggior parte delle volte
l'ordine Soggetto-Verbo-Oggetto (e in seguito vedremo perché è il
più delle volte e non sempre).
Nelle
lingue del mondo sono attestati tutti e sei gli ordini possibili, con
questa distribuzione (secondo Tomlin, 1986):
- Lingue SOV (44,78%);
- Lingue SVO (41,79%);
- Lingue VSO (9,2%);
- Lingue VOS (2,99%);
- Lingue OVS (1,24%);
- Lingue OSV (<1 p=""> 1>
Da
sole, le lingue SOV ed SVO costituiscono l'85% delle lingue parlate
nel mondo. È però vero che altre ricerche (Mallinson & Blake,
1981) sono pervenute a risultati lievemente diversi, dal momento che
Mallinson e Blake hanno usato un criterio di classificazione
differente da quello di Tomlin. In particolare, l'11% delle lingue
considerate veniva etichettata come “non classificato” e il 7%
come “altro” (vedere qui
per approfondimenti).
Ovviamente,
in diacronia (ovvero nel corso del tempo) le lingue possono cambiare
l'ordine delle parole “standard”: è questo il caso che si è
verificato nel passaggio dal latino al toscano (e dunque, a partire
dal Cinquecento, all'italiano). Il latino, infatti, pur consentendo
qualsiasi ordine delle parole, utilizzava estensivamente l'ordine
SOV, che si è conservato fino ai giorni nostri nel siciliano, ma non
in italiano (Marazzini,
2010). Vi
siete mai chiesti perché nei romanzi (e anche nei film) del
Commissario Montalbano, il protagonista si presenta dicendo
“Montalbano sono”. Ecco, ora lo sapete. Se però il siciliano è
più conservativo rispetto alla sintassi latina, lo stesso non si può
dire, ad esempio, del suo sistema fonologico: il vocalismo in sillaba
atona a tre fonemi (a, i, u) potrebbe essersi originato dalla
sovrapposizione dell'isoglossa dell'arabo a quella del siciliano.
Anche
l'italiano, però, in alcuni casi può fare a meno dell'ordine SVO,
in particolare quando c'è il bisogno di
mettere in risalto un componente che non sia il soggetto, la
cosiddetta “sintassi marcata”.(Bonomi, in Bonomi, Masini, et al.,
2010). È il caso delle dislocazioni a sinistra e a destra. La prima
si ha quando un elemento che dovrebbe trovarsi in fondo alla frase
(il tema), in particolare un complemento oggetto, ma anche un
complemento indiretto, un partitivo o un'intera proposizione, viene
posizionato all'inizio.
Esempi:
(1)
Nessuno parla più l'italiano. → L'italiano non lo parla più
nessuno.
(2)
Non ho problemi. → Problemi non ne ho.
Tale
tipo di dislocazione serve a porre maggior enfasi sull'oggetto della
frase, piuttosto che sul suo soggetto.
La
dislocazione a destra, invece, avviene quando il soggetto viene
spostato in fondo alla frase e in posizione iniziale viene inserito
un pronome cataforico (che si riferisce cioè a qualcosa posizionata
in seguito.
Esempio:
(3)
(Tu) hai i biglietti, vero? → Li hai tu i biglietti, vero?
La
dislocazione a destra consente di porre maggior enfasi sul verbo.
martedì 31 dicembre 2013
Laggente che ho rivalutato nel 2013
È l'ultimo dell'anno e
per molti, se non per tutti, è tempo di bilanci e valutazioni. Tra
queste vi è senza dubbio una lista delle persone verso cui abbiamo
mutato atteggiamento od opinione.
Tim Berners-Lee
Non fraintendetemi, credo
sinceramente che Berners-Lee sia un grande. Dopotutto è stato lui
che ha progettato e realizzato quella che probabilmente è stata
l'invenzione più importante del Novecento. Eppure non riesco a non
pensare che passi una o due ore al giorno con le mani tra i capelli,
mormorando tra sé e sé “Oh mio Dio, che cosa ho fatto?” al
pensiero di aver creato una rete in cui se cerchi “Sumerian
tablets” ti escono un miliardo di link a siti complottisti (true
story).
Cesare Lombroso
Credo che chiunque abbia
un po' di sale in zucca debba delle scuse a Lombroso. Quasi 105 anni
dopo la sua scomparsa si scopre che in effetti non è che avesse
detto solo un mare di stronzate, soprattutto alla luce di quanto
discusso sopra. E comunque quel pizzetto è rad.
Giorgio Napolitano
Riguardo al Capo dello
Stato, chiunque può avere la sua legittima opinione. Nemmeno io ho
straveduto quando ha firmato certe leggi che non sarebbero dovute
passare, ma gente, perché odiarlo per il discorso di fine anno? Alla
fin fine si tratta essenzialmente di una formalità. Sarebbe un po'
come se i britannici odiassero i cappellini della Regina, o i
francesi detestassero riscrivere la costituzione ogni volta che
piscia il gallo.
Sandro Pertini
Sandro Pertini era un
figo, Sandro Pertini è un figo, Sandro Pertini sempre sarà un figo.
Su questo non ci piove. Però, sul serio, smettetela di fare link su
Facebook in cui gli mettete in bocca le frasi più idiote che la
mente umana possa elaborare, vi prego. Questo averlo eletto a Oscar
Wilde/Abraham Lincoln/Jim Morrison de noantri ha veramente stufato.
Franco Basaglia
Forse la legge 180 non è
stata proprio una grandissima idea. Inuf said.
![]() |
| Anche lo stesso Basaglia ci avrebbe ripensato più di una volta vedendo questa gente. |
lunedì 23 dicembre 2013
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