martedì 31 dicembre 2013

Laggente che ho rivalutato nel 2013

È l'ultimo dell'anno e per molti, se non per tutti, è tempo di bilanci e valutazioni. Tra queste vi è senza dubbio una lista delle persone verso cui abbiamo mutato atteggiamento od opinione.

Tim Berners-Lee


Non fraintendetemi, credo sinceramente che Berners-Lee sia un grande. Dopotutto è stato lui che ha progettato e realizzato quella che probabilmente è stata l'invenzione più importante del Novecento. Eppure non riesco a non pensare che passi una o due ore al giorno con le mani tra i capelli, mormorando tra sé e sé “Oh mio Dio, che cosa ho fatto?” al pensiero di aver creato una rete in cui se cerchi “Sumerian tablets” ti escono un miliardo di link a siti complottisti (true story).

Cesare Lombroso


Credo che chiunque abbia un po' di sale in zucca debba delle scuse a Lombroso. Quasi 105 anni dopo la sua scomparsa si scopre che in effetti non è che avesse detto solo un mare di stronzate, soprattutto alla luce di quanto discusso sopra. E comunque quel pizzetto è rad.

Giorgio Napolitano


Riguardo al Capo dello Stato, chiunque può avere la sua legittima opinione. Nemmeno io ho straveduto quando ha firmato certe leggi che non sarebbero dovute passare, ma gente, perché odiarlo per il discorso di fine anno? Alla fin fine si tratta essenzialmente di una formalità. Sarebbe un po' come se i britannici odiassero i cappellini della Regina, o i francesi detestassero riscrivere la costituzione ogni volta che piscia il gallo.

Sandro Pertini


Sandro Pertini era un figo, Sandro Pertini è un figo, Sandro Pertini sempre sarà un figo. Su questo non ci piove. Però, sul serio, smettetela di fare link su Facebook in cui gli mettete in bocca le frasi più idiote che la mente umana possa elaborare, vi prego. Questo averlo eletto a Oscar Wilde/Abraham Lincoln/Jim Morrison de noantri ha veramente stufato.

Franco Basaglia


Forse la legge 180 non è stata proprio una grandissima idea. Inuf said.
Anche lo stesso Basaglia ci avrebbe ripensato più di una volta vedendo questa gente.

lunedì 23 dicembre 2013

Privacy su Internet

Clicca sull'immagine per visualizzarla a dimensione originale.
Copyright © Randall Munroe xkcd.com

Il font utilizzato è Anime Ace BB di Blambot.

giovedì 17 ottobre 2013

Layout italiano esteso

Non è certo una novità che il layout di tastiera italiano lasci un po’ a desiderare, soprattutto considerando che non è possibile scriverci le vocali accentate maiuscole, almeno non senza conoscere i codici ASCII di questi caratteri. Il problema è che non è facile ricordarsi i codici di lettere che non si usano tutti i giorni. Quante volte ci è capitato di dover utilizzare la Ò? Pochissime; praticamente solo quando dovevamo scrivere in Caps Lock. Il problema è che questo tasto non ha effetto sui tasti a destra di P, L ed M, oltre che sui tasti numerici, quindi spesso ci si può ritrovare delle meraviglie di bruttezza come “NON VOGLIO DIRTI COSA FARE, PERò è MEGLIO SE NON CI VAI”. Roba da far sanguinare gli occhi ):
C’è però un problema più reale: quello di “è” usato a inizio frase. Solitamente il problema lo si aggira scrivendo una E (non accentata) maiuscola seguita da un apostrofo. È così che si fa da praticamente sempre. Ho avuto modo di usare una Olivetti Studio 44, una stupenda macchina da scrivere degli anni ’60 che ha il solo problema di pesare circa una tonnellata, e anche quella ha il difetto di non avere le lettere accentate maiuscole. In compenso, però, ha l’assurda, inutilissima c con la cediglia. Certo, all’epoca questo carattere aveva un suo senso: consentiva di scrivere lettere sia in italiano che in francese, soprattutto considerando che negli anni ’60 quella lingua contava ancora qualcosa e che una delle applicazioni principali per cui si usava la macchina da scrivere era quello di scrivere la corrispondenza (ancora oggi la lingua ufficiale dell’Unione Postale Internazionale è il francese.
Ma nel 2013 questo carattere appare oltremodo fuori luogo: viviamo in un mondo in cui ci sono i correttori ortografici e avrebbe più senso che questo entri in funzione quando si scriva in una lingua straniera, che non quando si scrive nella propria lingua. E, diciamocelo, le lettere accentate minuscole in mezzo a un testo tutto in maiuscolo proprio non si possono vedere.
Qualche tempo fa ho provato ad usare il layout di tastiera britannico esteso, che consente di scrivere le lettere accentate (anche maiuscole) grazie a delle specifiche combinazioni di tasti. Il problema è che ogni layout di tastiera ha un posizionamento diverso di alcuni caratteri, in particolare dei segni di punteggiatura, che mi sembravano tantino fuori posto, visto che ho sempre digitato usando tastiere con un layout italiano. Chiunque abbia mai usato la console di un qualsiasi FPS (fino a circa gli inizi degli anni duemila) sa cosa intendo. Oppure in DOS, quando il layout cambiava in quello statunitense senza alcun motivo apparente. O ancora, in alcune distribuzioni Linux.
Da questo punto di vista, il layout offerto dalle distribuzioni Linux basate su Debian è davvero molto buono, visto che digitare delle lettere accentate col Caps Lock attivato ne scriverà la versione maiuscola. Su Windows, invece, si è costretti a dover usare Mappa Caratteri e visto che studio lingue so quanto l’interfaccia di questo programma sia semplicemente orribile: per trovare un carattere dell’alfabeto IPA ci vogliono eoni. Ho deciso quindi di creare il mio layout personalizzato utilizzando Microsoft Keyboard Layout Creator (MSKLC), un software scaricabile gratuitamente da Internet.
Differenze principali tra il layout italiano standard e quello italiano esteso:
·         I caratteri \ ç ° § ^ vengono digitati usando AltGr in unione col rispettivo tasto;
·         Il tasto ` è un tasto muto che svolge le stesse funzioni dell’omologo presente nel layout britannico esteso, vale a dire scrivere le vocali accentate aperte;
·         Possibilità di scrivere i principali simboli fonetici dell’italiano e dell’inglese tramite combinazioni di tasti del tipo AltGr+Tasto;
·         Possibilità di digitare le virgolette « e » tramite le combinazioni AltGr+< e AltGr+Shift+<, rispettivamente.

Le seguenti immagini mostrano il comportamento del layout.
Comportamento con Bloc Maiusc disattivato e Shift e AltGr rilasciati

Comportamento con Shift e AltGr premuti contemporaneamente
Comportamento con AltGr premuto
Comportamento con Bloc Maiusc attivato

Istruzioni di installazione
·         Scaricare l’installer dal link qua sopra;
·         Decomprimere il file zip;
·         Lanciare il file “setup.exe”;

·         Al termine dell’installazione, cliccare sull’icona della tastiera sulla barra della lingua (la sigla IT accanto all’orologio) e selezionare “Italiano Esteso con IPA”.


martedì 15 ottobre 2013

GUIDA: Installare l'ambiente desktop LXDE su Ubuntu

Utilizzo il laptop in dual boot Windows/Linux dal momento che alcuni programmi che mi servono necessariamente come PoEdit e GetText, sui sistemi operativi Microsoft fanno piuttosto pena (e anche perché a volte devo accendere il PC e non ho voglia di aspettare i porci comodi di Win7).
Quando scopro una distribuzione Linux che mi potrebbe potenzialmente interessare, ma non ho intenzione di formattare la partizione su cui ho installato Ubuntu per poi possibilmente dover riformattare e installarlo da capo utilizzo però un vecchio fisso con un Pentium 4 3.00 GHz e 512 MB di RAM, di cui 16 sono dedicati alla scheda video. Inutile dire che quel computer è TREMENDAMENTE lento e spesso si pianta così, semplicemente perché gli va. Per avere un’idea di quanto quella macchina sia atroce, su Kubuntu 13.04 Muos si bloccava ancora prima di caricare la schermata principale, mentre su Puppy Linux, che notoriamente è una distribuzione leggera, non riuscivo neppure ad aprire AppGrid, forse il software center più leggero di tutti. Attualmente, su quel PC ho installato Ubuntu 12.04 LTS, scelta alquanto infelice, dal momento che richiede 1 GB o più di RAM.
Per ovviare all’inconveniente che Unity si blocchi oppure crashi (sì, quel computer riesce a far crashare anche Unity 2D) ho deciso di passare a un ambiente desktop leggero. Scartata l’opzione Xfce, che su Mint 15 era quasi inutilizzabile, ho deciso di provare LXDE, che a quanto ho letto online è l’ambiente desktop più leggero tra quelli disponibili per Linux.
Per installare LXDE basta aprire il terminale e digitare:

                sudo apt-get install lxde

Su quel computer l’installazione è stata piuttosto veloce (un paio di minuti per scaricare tutti i pacchetti necessari e un altro paio per completare l’installazione vera e propria). Quando l’installazione sarà completata, chiudete pure la finestra del terminale ed effettuate il logout.
Proprio sopra il riquadro in cui si inserisce la password, cliccate sul piccolo logo di Ubuntu accanto al vostro username e selezionate LXDE, quindi effettuate l’accesso.
Se avete già usato KDE, il Desktop Environment vi sembrerà familiare:

 In effetti è quasi la copia sputata di KDE, con la differenza che LXDE non utilizza vezzi come il ClearType e altre amenità. Certamente non fa miracoli e un computer lento rimarrà sempre un computer lento (ad esempio, installare LXDE non è riuscito a risolvere il problema della lentezza del caricamento del Software Center), ma almeno funziona e anche discretamente bene.
Di certo è una delle migliori opzioni per chi voglia installare una distribuzione Linux recente su un PC piuttosto datato.

Alla prossima.

martedì 10 settembre 2013

Sacred Line disponibile anche in italiano

Sacred Line è un gioco horror in prima persona sviluppato da Sasha Darko, in cui impersoneremo un'investigatrice privata che si ritroverà a indagare su un misterioso caso. Originariamente rilasciato su Desura, da oggi è possibile scaricarlo anche in italiano dal sito Mega.co.nz
Clicca qui per scaricare Sacred Line in italiano.
Prossimamente sarà anche disponibile una versione completamente doppiata in italiano.

NOTA: Sacred Line non è compatibile con i monitor a risoluzione in 4:3.

Screenshot:

lunedì 26 agosto 2013

Potresti essere un traduttore se...

Da qualche tempo gira in alcuni gruppi di traduttori su LinkedIn questa spassosissima lista scritta da uno studente della Heriot Watt University.
Probabilmente i non addetti ai lavori potrebbero non capirne qualcuna.

LifeinLINCS usually does serious, thought-provoking, analytical posts but it’s summer, so it’s time for a little fun too. So, if you have ever wondered whether you or someone close to you might be a translator, here are some signs to look for:
You might be a translator if…
1)    Your favourite comics have characters who can’t decide between electronic and paper dictionaries.
2)    The nearest you get to a suntan is when you forget to turn down the brightness on one of your three computer monitors.
3)    Seeing the phrase “scanned pdf” sends you running for a crucifix, a clove of garlic and overpriced OCR software
4)    You actually understood number 3.
5)    You write your Christmas and Valentine’s cards using CAT software.
6)    Your CAT crashes and hangs more often than it purrs.
7)    You have complained to your pets about your clients
8)    … in three different languages
9)    … in the past hour alone.
10)    You are not sure whether to find Google Translation funny, annoying or insulting
11)    … but you still secretly use it to get the gist of blog posts written in languages you don’t use
12)    … and you will never, ever openly admit to that!
13)    “Being invited to a party” means “being on an online conference call”
14)    … but you still brought snacks.
15)    You completed a job while still wearing your pyjamas.
16)    People in your family are wondering when you will “get a proper job”.
17)    Your working hours are dictated more by the routine of your children or pets than by the clock.
18)    To you, misplacing a comma is a crime worthy of the death penalty.
19)    The last time you left the house, someone called the police to report a possible intruder in the neighbourhood.
20)    You have a masters degree and a bunch of certificates and yet you still have people asking you to work for less than your local minimum wage.

domenica 25 agosto 2013

Wintermute: disponibile anche in italiano


Wintermute è un programma che consente di creare avventure grafiche punta e clicca. Sviluppato da Dead Code, un piccolo team di programmatori, è disponibile come donationware, cioè liberamente disponibile per il download e se l'utente lo trova utile può supportarne lo sviluppo con una piccola donazione libera tramite PayPal, oppure regalandogli uno o più oggetti presenti nella WishList di Dead Code su Amazon.

È vero che una patch per tradurlo in italiano è disponibile sul sito stesso di Wintermute, però ho notato che questa contiene alcune imprecisioni e alcune stringhe non sono state tradotte affatto.

ISTRUZIONI
  1. Scaricate la patch da qui;
  2. Andate in C:\Program Files (x86)\WME DevKit\loc\ProjectMan\ e rinominate il file default.lng in default.lng.bak
  3. Estraete il contenuto di WME_ITA.zip nella  stessa cartella;
  4. Se Windows vi chiederà i permessi di amministrazione, cliccate sul pulsante "Sì";
  5. Lanciate Wintermute.

giovedì 22 agosto 2013

William Wordsworth, La Colpa e il Dolore (Anteprima)

Un viaggiatore sull'orlo della pianura
Continuava il suo ramingo viaggio, a piedi seminudi;
non per aiutarsi, curva la sua andatura,
col bastone che portava, poiché crudi
eran la terra e l'aria e il suo viso sembrava compunto
sia dai tempi andati che da quelli a ridosso:
il suo viso di sottili capelli grigi trapunto
il suo mantello era di un militare rosso
ma scolorito, e in più punti strappato e rattoppato.

William Wordsworth - Guilt and Sorrow (1793-94)

sabato 17 agosto 2013

Marissa K. Lingen, Il Ministero del Cambiamento

Illustrazione di Julie Dillon.


Per gentile concessione dell’autrice e di Tor.com ho avuto il permesso di tradurre in italiano questo interessante racconto che mi ha ricordato un po’ le atmosfere orwelliane di 1984 e quelle di Minority Report.
Forse sarò un patito delle ambientazioni distopiche, oppure il racconto merita davvero; lascerò che siano i lettori a giudicare.