Visualizzazione post con etichetta informatica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta informatica. Mostra tutti i post

giovedì 15 maggio 2014

[TUTORIAL] Icone sul Desktop in Ubuntu

Lo ammetto: sono uno dei pochi folli che apprezzano l'interfaccia Unity, pur riconoscendone i limiti (alcuni anche parecchio gravi). Credo di capire quale sia il motivo dietro l'insoddisfazione di molti utenti nei confronti di quest'interfaccia: è molto diversa da ciò a cui molti sono abituati, anche perché chi arriva a Ubuntu lo fa passando da Windows ed essendosi quindi abituato all'interfaccia di questo sistema operativo. Unity, invece, è un qualcosa di completamente diverso dall'interfaccia che l'utente medio (soprattutto quello alle prime armi) è abituato a usare.
Uno dei punti di forza di Linux, tuttavia, è la sua grandissima flessibilità: chi non apprezza Unity o chi non riesce proprio a orientarcisi può installare uno dei tantissimi ambienti desktop disponibili. Alcuni sono addirittura inclusi nei repository ufficiali di Ubuntu, quindi l'installazione è semplicissima.
A tal riguardo, chi è in cerca di un'interfaccia simile a quella di Windows può usare KDE (che già di suo è abbastanza simile a Win) o Xfce (smanettando un po' con i pannelli è possibile replicare quasi perfettamente la barra di Windows).
Rimane però un problema davvero fastidioso: la mancanza di un metodo facile e veloce per creare collegamenti sul desktop (o, come si chiamano su Linux, lanciatori). Quando Ubuntu aveva come interfaccia predefinita GNOME 2 era possibile crearli cliccando col tasto destro del mouse su uno spazio vuoto del desktop e selezionando “Crea nuovo lanciatore”, mentre adesso no.
C'è una buona notizia: crearne uno è abbastanza semplice, anche se un tantino macchinoso. Tutto questo grazie alla conformità di Unity con lo standard FreeDesktop.

Cos'è FreeDesktop?
È un progetto che mira ad ottenere l'interoperabilità tra i desktop che utilizzano l'X Windows System. In pratica, il loro scopo è quello di consentire a desktop diversi, ma che utilizzano il Sistema X, di usare gli stessi standard per cose come le icone del desktop, le finestre, ecc.
FreeDesktop fornisce un modello standard per la creazione di file di configurazione del desktop, che utilizzano il formato .desktop (ma va?).

Come creare un lanciatore in Unity, allora?
Come ho anticipato prima, le icone del desktop che avviano un programma o eseguono un comando sono in formato .desktop. Essenzialmente, si tratta di un file di testo contenente alcune informazioni, alcune indispensabili, altre no. Per evitare di fare troppa confusione, ne riporto solo alcune importanti. Una lista completa è disponibile (in inglese), sul sito ufficiale di FreeDesktop.

[Desktop Entry]
Version=1.0
Name=
GenericName=
Comment=
Keywords=
Exec=
Icon=
Terminal=
Type=
Categories=

Per creare un'icona sul desktop, basta cliccare col tasto destro del mouse su un'area vuota e selezionare Crea Nuovo Documento → Documento vuoto. Apriamo il file appena creato e incolliamo il template qui sopra. In Name occorre inserire il nome del programma (ad esempio, Terminale). GenericName non è obbligatorio, ma fa figo inserirlo. Nel caso del Terminale, è possibile inserire qualcosa come “Emulatore di terminale” o giù di lì. Comment equivale al campo Descrizione presente nelle proprietà dei collegamenti di Windows. Pur non essendo obbligatorie, è buona norma elencare alcune parole chiave in Keywords come, per esempio, emulatore, terminale, uxterm, terminator. Il campo Exec è il più importante: in esso va specificato il percorso del programma che intendiamo aprire oppure, più semplicemente, il comando usato per aprirlo nel terminale. Se non siete sicuri quale sia questa stringa, è possibile trovarla in Ubuntu Software Center: cercate il programma di cui intendete creare un'icona sul desktop e, nella pagina del programma, cercate la dicitura Versione, riportandola nel campo Exec senza il numero di versione (vedi sotto).
La stringa evidenziata indica il comando per lanciare l'applicazione da terminale e il suo numero di versione. All'interno del file di configurazione del desktop bisogna specificare, in questo caso, il comando terminator senza inserire il numero di versione.
Nel nostro esempio, stiamo cercando di aprire il programma Terminator, dunque inseriremo la dicitura terminator. Icon serve, com'è facile intuire, a specificare quale icona avrà il lanciatore. Solitamente, tutte le icone dei programmi disponibili per l'installazione (inclusi quelli degli eventuali repository che abbiamo aggiunto) sono presenti nella cartella /usr/share/app-install/icons/. Il file .desktop assume implicitamente che il percorso sia quello, quindi è possibile, ad esempio, specificare soltanto il nome dell'icona seguita dall'estensione. Nel nostro caso, terminator.png. Terminal specifica se il comando che abbiamo intenzione di eseguire cliccando due volte sull'icona debba essere eseguito in una finestra di terminale. Solitamente bisogna assegnargli il valore false, tranne nel caso in cui il comando sia eseguibile soltanto in linea di comando.
NOTA: Anche nel nostro esempio dovremo assegnargli il valore false, altrimenti verrà aperta una finestra di terminale al cui interno verrà lanciata un'altra istanza del terminale, come in questo caso.
Impostare Terminal = true in un lanciatore per l'emulatore di terminale fa sì che si aprano due finestre di terminale, come in questo caso.

In Type va specificato se l'icona del desktop rappresenta un'applicazione (Application), un collegamento (Link) o una cartella (Directory). Va da sé che, nel caso di collegamenti e cartelle, non vada specificato il campo Exec. Infine abbiamo Categories, che rappresentano le categorie in cui è presente il file del desktop (ad esempio, Accessori).

Una volta creato il nostro file del desktop e inserito tutti i dati, possiamo salvarlo e chiudere la finestra dell'editor di testo. Ora, clicchiamo col tasto destro del mouse e selezioniamo Proprietà. Nel campo nome, sostituiamo il nome predefinito con quello della nostra applicazione, seguito dall'estensione .desktop. Ubuntu si occuperà di convertirlo in un file del desktop. Ora andiamo nella scheda Permessi e spuntiamo la casella Consentire l'esecuzione del file come programma. Et voilà, abbiamo creato un nuovo collegamento sul desktop. Per velocizzare il tutto, possiamo creare un modello che ci consenta di avere subito pronta “l'ossatura” del file. Per farlo, apriamo Nautilus e andiamo in /home/nomeutente/Modelli, creiamo un documento vuoto, rinominiamolo File del Desktop, apriamolo e incolliamoci il template riportato qua sopra.
I più pigri, invece, possono scaricare un file di modello già fatto qui.
Il modello non è in formato .desktop perché questo tipo di file non è normalmente modificabile in un editor di testo tramite interfaccia grafica. Infatti, per poterlo modificare, è necessario aprire il terminale e digitare il comando

sudo gedit /home/nomeutente/Scrivania/nomefile
Dover seguire questa procedura rende parzialmente nullo il beneficio di poter modificare il file direttamente dal desktop, ecco perché il modello è senza estensione.
Una volta modificato il file creato da modello, è sufficiente andare in Proprietà e aggiungere al nome del lanciatore .desktop.
Piccola nota di chiusura: se abbiamo sbagliato il nome e\o il percorso del file immagine per l'icona non è un dramma: in Proprietà basta cliccare sul riquadro contenente l'icona attuale e cercarla nel file manager. Come ho anticipato prima, la maggior parte (se non tutte) delle icone dei programmi presenti nei repositori sono presenti nella cartella usr/share/app-install/icons.

giovedì 6 marzo 2014

Ma che celerità

La traduzione è di giorno due: oggi alle 6:30 era disponibile l'aggiornamento.
Canonical sembra essere più efficiente del KGB.

sabato 1 marzo 2014

Alternative a Ubuntu Software Center

Ho notato che una delle parole chiave con cui diverse persone sono arrivate nel mio blog è “ubuntu software center è lentissimo”. Credo che sia doveroso dar loro una risposta ai loro problemi.
So da me quanto il software center di questa distribuzione possa essere pesante su hardware datato: io stesso ho installato Ubuntu su un desktop del 2006 con processore Pentium 4 3 GHz e 512 MB di RAM.
In poche parole, usare Linux su quel computer è stato un incubo: i tempi di boot erano sì più rapidi che quelli di Windows XP, ma non di molto, aprire un programma richiedeva eoni, e così via.
Alla fine ero talmente disperato che le avevo provate tutte, tra cui quella di provare LXDE: da qui ha avuto origine una mia precedente guida.
Ma questa è un'altra storia.

I due software center alternativi che prenderemo oggi in considerazione sono Muon Discover e App Grid. Il primo è il software center standard di Kubuntu, una derivativa di Ubuntu che mira a essere il più user friendly possibile. Tra le altre caratteristiche, utilizza KDE come ambiente desktop, che risulta più familiare a chi ha appena migrato da Windows.
Il secondo nasce come software center alternativo a quello standard fornito da Canonical. Utilizza le librerie Python più recenti e ha tempi di caricamento decisamente più rapidi di quelli di Ubuntu Software Center. Inoltre, è perfettamente integrato con Ubuntu One, quindi è possibile installare anche app a pagamento o app che, pur non essendo a pagamento, richiedono un account Ubuntu One (come nel caso di Steam).

Muon Discover, presente nelle repository standard di Ubuntu, è installabile tramite Software Center o tramite il comando:
sudo apt-get install muon-discover

Sin da subito salta all'occhio che MD è pensato per integrarsi al meglio con l'ambiente desktop KDE. Il suo aspetto non stona moltissimo con quello del resto dell'interfaccia Unity, soprattutto al confronto con altri programmi pensati per KDE, come Kate. Le applicazioni, diversamente da Ubuntu Software Center, sono disposte in rettangoli che contengono l'icona del programma stesso, uno screenshot (se disponibile) e il nome. Al passaggio col mouse il rettangolo visualizzerà la descrizione del programma e la valutazione espressa in stelle. Graficamente è piacevole, ma lo scrolling non mi convince più di tanto. Forse è perché sono abituato a uno scrolling più netto, mentre quello di Muon Discover è più dolce, ma mi sembra che quando smetto di scorrere con la rotellina del mouse, la barra continui per qualche decimo di secondo in più del solito.
Ho notato inoltre che talvolta il programma sembra bloccarsi per qualche secondo, per poi riprendere a funzionare normalmente. Non ho idea di cosa succederebbe su hardware più datato: il programma potrebbe freezare completamente, oppure no.

App Grid, d'altro canto, è un universo a sé stante. È essenzialmente una versione migliorata e limata del Software Center di Ubuntu, molto più rapida, leggera e user friendly, tanto che non mi stupirei se Canonical decidesse di renderlo il software center standard di una versione successiva di Ubuntu (no, purtroppo Trusty Tahr avrà sempre il solito Ubuntu Software Center, almeno a giudicare dalla build giornaliera che ho scaricato giovedì scorso.
Purtroppo, non è presente nelle repository standard di Ubuntu, quindi sarà necessario usare il terminale. Aprite una nuova finestra usando la combinazione Ctrl+Alt+T e digitate:
sudo add-apt-repository ppa:appgrid/stable
Vi verrà chiesto di premere Invio per continuare o C per annullare. In caso premeste Invio (e sì che lo farete) dovrete poi digitare:
sudo apt-get update
Al termine, potrete finalmente digitare il comando:
sudo apt-get install appgrid
L'installazione è veramente minuscola (solo 600 KB). Una volta completata, sarà possibile avviare il programma da linea di comando (digitando appgrid nel terminale) o tramite GUI.

 Una piccola nota va spesa riguardo la localizzazione di App Grid: la maggior parte delle stringhe è già tradotta nella nostra lingua. Quelle mancanti (circa un centinaio) le ho caricate io stesso oggi su Launchpad, quindi sarà necessario aspettare alcuni giorni prima di vedere App Grid interamente tradotto in italiano. Per il resto, funziona benissimo e senza intoppi.